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	<title>Archivio Ca' RezzonicoArchivio mostre Archivi | Archivio Ca&#039; Rezzonico</title>
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	<description>Museo del Settecento Veneziano</description>
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		<title>Mostra</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Aug 2023 14:45:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rosalba Carriera, miniature su avorio]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Una retrospettiva dedicata a Rosalba Carriera in veste di miniaturista per ammirare opere di straordinaria delicatezza, ormai classici dell’arte del Rococò [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://archivio-carezzonico.visitmuve.it/it/mostre/archivio-mostre/rosalba-carriera-miniature-su-avorio/2023/08/19640/rosalba-carriera/">Mostra</a> sembra essere il primo su <a href="https://archivio-carezzonico.visitmuve.it">Archivio Ca&#039; Rezzonico</a>.</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>Rosalba Carriera,<br />
</strong><strong>miniature su avorio</strong></h2>
<p><strong>Dal 13 ottobre 2023 al 09 gennaio 2024 <span style="color: #ff0000;">*Prorogata fino al 14 febbraio 2024</span></strong><br />
<strong>Venezia, Ca’ Rezzonico – Museo del Settecento Veneziano</strong></p>
<p><strong><em>A cura di</em> Alberto Craievich</strong></p>
<p><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-17460" src="http://mocenigo.visitmuve.it/wp-content/uploads/2017/08/divider-grigio-alternativo.png" alt="" width="912" height="9"></p>
<p>&nbsp;</p>

<a href='https://archivio-carezzonico.visitmuve.it/wp-content/uploads/2023/08/Rosalba_Carriera_1.jpg'><img decoding="async" width="100" height="100" src="https://archivio-carezzonico.visitmuve.it/wp-content/uploads/2023/08/Rosalba_Carriera_1-100x100.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://archivio-carezzonico.visitmuve.it/wp-content/uploads/2023/08/Rosalba_Carriera_2.jpg'><img decoding="async" width="100" height="100" src="https://archivio-carezzonico.visitmuve.it/wp-content/uploads/2023/08/Rosalba_Carriera_2-100x100.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://archivio-carezzonico.visitmuve.it/wp-content/uploads/2023/08/Rosalba_Carriera_3.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="100" height="100" src="https://archivio-carezzonico.visitmuve.it/wp-content/uploads/2023/08/Rosalba_Carriera_3-100x100.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>

<p>La fama di Rosalba Carriera (1673-1757), di fatto l’artista italiana più celebre nell’Europa <strong>del Settecento, non ebbe confini.</strong> Sulla sua eccellenza nei ritratti si trovarono d’accordo tutti, dai Lord inglesi ai principi dell’Impero. Fu forse l’unico artista a trovare consensi unanimi tanto fra i sofisticati conoscitori del bel mondo internazionale quanto fra la tradizionalista e conservatrice aristocrazia veneziana. Per quasi mezzo secolo le corti d’Europa cercarono di accaparrarsi i suoi servigi, eppure, nonostante i frequenti inviti e le generose proposte, salvo tre soggiorni alla corte del Re di Francia, del Duca di Modena e a quella dell’Imperatore a Vienna, preferì rimanere a Venezia, dove lavorò incessantemente per tutta la vita.</p>
<p><strong><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-19732" src="https://archivio-carezzonico.visitmuve.it/wp-content/uploads/2023/08/Rosalba-Carriera-Miniature-su-Avorio-Ca-Rezzonico-238x300.jpg" alt="" width="317" height="400" srcset="https://archivio-carezzonico.visitmuve.it/wp-content/uploads/2023/08/Rosalba-Carriera-Miniature-su-Avorio-Ca-Rezzonico-238x300.jpg 238w, https://archivio-carezzonico.visitmuve.it/wp-content/uploads/2023/08/Rosalba-Carriera-Miniature-su-Avorio-Ca-Rezzonico.jpg 500w" sizes="auto, (max-width: 317px) 100vw, 317px" />A lei spetta il più acuto ritratto dei personaggi della società veneziana ed europea del </strong><strong>Settecento:</strong> interpretò in modo impareggiabile gli ideali di grazia e di eleganza di un’intera epoca, quella “vita felice” ormai entrata nell’immaginario collettivo e con cui identifichiamo l’<em>Ancien Régime</em>.</p>
<p><strong>Rosalba Carriera oltre a dedicarsi al ritratto a pastello è stata una straordinaria pittrice di </strong><strong>miniature su avorio, o meglio colei che inaugura questo genere, elevandolo da pratica artigianale a vera e propria arte.</strong> Attraverso una tecnica innovativa Rosalba riesce a portare, per la prima volta, sulla minuscola superficie dei fondini d’avorio, la pennellata sciolta e vibrante della pittura su tela. Il successo fu immediato. Non ci fu viaggiatore che durante il suo soggiorno veneziano non ambisse a farsi fare un ritratto in miniatura di Rosalba; tuttavia, oggi non è così frequente imbattersi in queste piccole immagini, anzi, il loro numero è molto più esiguo dei pastelli.</p>
<p><strong>Proprio a Rosalba Carriera in veste di miniaturista viene dedicata in questa occasione una retrospettiva che presenta al pubblico 36 opere, accanto ai celebri pastelli</strong>&nbsp;provenienti dalla Fondazione Musei Civici di Venezia e da collezioni private. Si tratta di un’opportunità quanto mai rara per ammirare queste opere di straordinaria fragranza e delicatezza, ormai classici dell’arte del Rococò, nell’anno in cui ricorrono i trecentocinquant’anni dalla nascita dell’artista.</p>
<p>L'articolo <a href="https://archivio-carezzonico.visitmuve.it/it/mostre/archivio-mostre/rosalba-carriera-miniature-su-avorio/2023/08/19640/rosalba-carriera/">Mostra</a> sembra essere il primo su <a href="https://archivio-carezzonico.visitmuve.it">Archivio Ca&#039; Rezzonico</a>.</p>
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		<title>Mostra</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Jun 2023 11:27:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[LINO TAGLIAPIETRA. L'origine del viaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>La mostra intende rendere omaggio a Lino Tagliapietra, artista viaggiatore, sperimentatore, alla costante ricerca di stimoli da trasferire nelle sue opere, tra ricerca appassionata, perfezionamento tecnico e sublimazione della bellezza del vetro [...]</p>
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]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>LINO TAGLIAPIETRA</strong><br />
<strong>L’origine del viaggio</strong></h2>
<p><strong>Dal 14 luglio al 25 settembre 2023</strong><br />
<strong>Venezia, Ca’ Rezzonico &#8211; Museo del Settecento Veneziano</strong></p>
<p><strong><em>Mostra a cura di</em><br />
Fondazione Lino Tagliapietra</strong><br />
<strong>Fondazione Musei Civici di Venezia</strong></p>
<p><strong>Martedì 12 settembre 2023, ore 18.30 &#8211; Presentazione del catalogo della mostra</strong><br />
Per l’occasione il Maestro Lino Tagliapietra&nbsp; e la fotografa Roberta Orio converseranno con Antonella Galli, autrice e giornalista de<em> Il Sole 24 Ore</em><br />
<em>Ingresso su invito fino ad esaurimento dei posti disponibili</em></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-17460" src="http://mocenigo.visitmuve.it/wp-content/uploads/2017/08/divider-grigio-alternativo.png" alt="" width="912" height="9"></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;"><em>Probabilmente non ci sono due parole più rispettate ed onorate </em><em>nella storia della moderna scultura in vetro di “Lino Tagliapietra”; </em><em>egli costituisce il ponte vivente, la congiunzione cruciale </em><em>tra l’augusta storia del vetro Veneziano e le continue meraviglie </em><em>di quello che oggi noi chiamiamo </em><em>il moderno movimento dello Studio Glass</em><br />
— James Yood, The Hands of the Maestro</p>
<p>&nbsp;</p>

<a href='https://archivio-carezzonico.visitmuve.it/wp-content/uploads/2023/06/1.Lino-Tagliapietra-Lorigine-del-viaggio-ph.-Roberta-Orio-3.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="100" height="100" src="https://archivio-carezzonico.visitmuve.it/wp-content/uploads/2023/06/1.Lino-Tagliapietra-Lorigine-del-viaggio-ph.-Roberta-Orio-3-100x100.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://archivio-carezzonico.visitmuve.it/wp-content/uploads/2023/06/3.Lino-Tagliapietra-Lorigine-del-viaggio-ph.-Roberta-Orio-9.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="100" height="100" src="https://archivio-carezzonico.visitmuve.it/wp-content/uploads/2023/06/3.Lino-Tagliapietra-Lorigine-del-viaggio-ph.-Roberta-Orio-9-100x100.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://archivio-carezzonico.visitmuve.it/wp-content/uploads/2023/06/4.Lino-Tagliapietra-Lorigine-del-viaggio-ph.-Roberta-Orio-10.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="100" height="100" src="https://archivio-carezzonico.visitmuve.it/wp-content/uploads/2023/06/4.Lino-Tagliapietra-Lorigine-del-viaggio-ph.-Roberta-Orio-10-100x100.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://archivio-carezzonico.visitmuve.it/wp-content/uploads/2023/06/5.Lino-Tagliapietra-Niomea-ph.-Roberta-Orio-detail.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="100" height="100" src="https://archivio-carezzonico.visitmuve.it/wp-content/uploads/2023/06/5.Lino-Tagliapietra-Niomea-ph.-Roberta-Orio-detail-100x100.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://archivio-carezzonico.visitmuve.it/wp-content/uploads/2023/06/6.Lino-Tagliapietra-Lorigine-del-viaggio-ph.-Roberta-Orio-7.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="100" height="100" src="https://archivio-carezzonico.visitmuve.it/wp-content/uploads/2023/06/6.Lino-Tagliapietra-Lorigine-del-viaggio-ph.-Roberta-Orio-7-100x100.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://archivio-carezzonico.visitmuve.it/wp-content/uploads/2023/06/7.Lino-Tagliapietra-Lorigine-del-viaggio-ph.-Roberta-Orio-6.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="100" height="100" src="https://archivio-carezzonico.visitmuve.it/wp-content/uploads/2023/06/7.Lino-Tagliapietra-Lorigine-del-viaggio-ph.-Roberta-Orio-6-100x100.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>

<p><strong>Curata dalla Fondazione Lino Tagliapietra assieme alla Fondazione Musei Civici di Venezia, la mostra intende rendere omaggio a Lino Tagliapietra, artista viaggiatore, sperimentatore, alla costante ricerca di stimoli da trasferire nelle sue opere, tra ricerca appassionata, perfezionamento tecnico e sublimazione della bellezza del vetro.</strong></p>
<p>Oggi questo viaggio fatto di creatività, colore e abilità realizzativa trova una nuova sede temporanea nelle rinnovate sale del Museo Ca’ Rezzonico di Venezia.<br />
Allestite lungo un percorso progettato dall’architetto Chiara Lamonarca tra il primo e il secondo piano del palazzo, <strong>le 21 opere in mostra offrono uno spaccato della vasta produzione del Maestro realizzata negli ultimi trent’anni in aperto dialogo con i capolavori settecenteschi che le circondano</strong>.<br />
Accanto a lavori iconici come <em>Dinosaur</em> dal collo longilineo, <em>Fuji</em>, <em>Asola</em>, <em>Niomea</em>, <em>Oca</em>, <em>Africa</em>, <em>Hopi</em> raccontano di tecniche tradizionali muranesi come il vetro soffiato con canne, la filigrana, le murrine, l’incalmo, di abilità estreme come la doppia soffiatura o ancora processi tipici della seconda lavorazione quali la battitura e la molatura. Opere scultoree che hanno portato Lino Tagliapietra ad affermarsi come artista indipendente, antesignano di nuove stagioni e generazioni di artisti del vetro.</p>
<p>In mostra anche un’accurata <strong>selezione di pannelli realizzati tra il 1999 e il 2012, veri e propri quadri bidimensionali in vetro fuso</strong> realizzati sovrapponendo tecniche e colori diversi. Le suggestioni di partenza — dichiarate già nei titoli <em>Finestra sul campiello</em>, <em>Ponticello</em>, <em>Rio Grande</em> &#8211; non solo rappresentano porte di accesso a luoghi cari al maestro ma raccontano anche delle grandi passioni, come la pittura di Rothko. In questo caso opere pittoriche più che scultoree, in contrasto con la pratica di un artista che non ha quasi mai realizzato dei disegni preparatori.<br />
Realizzati con graniglia di vetro con inserti di vetro solido o per mezzo dell&#8217;uso di canne e murrine a zanfirico, i pannelli sono senza dubbio tra i lavori più sperimentali ed impegnativi di Lino Tagliapietra, quelli in cui emerge l’inarrestabile, estrosa, sperimentale pulsione creativa.<br />
Chiude l’esposizione al secondo piano il pannello <em>Giuditta</em>. Come una pala in vetro installata tra due pale d&#8217;altare, l’opera si distingue per i colori accesi e il profilo stilizzato che ne connota il soggetto. Una preghiera e un ringraziamento per una vita passata nel colore e nell’arte del vetro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>Galleria immagini: photo Roberta Orio</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&#8211;</p>
<h4><strong>Lino Tagliapietra</strong> è nato a Venezia nel 1934, lavora con il vetro da quando divenne un apprendista già all’età di undici anni. Sin da giovane si è distinto come un talento unico a Murano, guadagnandosi il titolo di maestro, padroneggiando l’arte del vetro soffiato, a soli ventun anni. Il suo prolifico talento nell’isola del vetro nella laguna veneziana, assieme ad una curiosità incessante, lo porta presto a viaggiare molto, tanto che nel 1979 compie un viaggio in America e visita per la prima volta Seattle. Fu qui che introdusse gli studenti della Pilchuck School alle tradizioni della soffiatura del vetro veneziano, cementando così il suo nome nella storia della tradizione americana della soffiatura del vetro. Attraverso i suoi insegnamenti, Tagliapietra ha cambiato irrevocabilmente l&#8217;uso del vetro in America, stabilendo un nuovo futuro per questo mezzo, infuso con la conoscenza e l&#8217;abilità della tradizione italiana interpretata attraverso una nuova vibrante energia.</h4>
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		<title>Mostra</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Mar 2019 15:12:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[FLAVIO FAVELLI. Il bello inverso]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Ca’ Rezzonico segna la sua partecipazione al progetto MUVE Contemporaneo ospitando lungo il percorso delle sue grandi sale monumentali una mostra site-specific di Flavio Favelli. [...]</p>
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]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="color: #ff6600;"><strong>MUVE Contemporaneo</strong></span></h2>
<h2><strong>FLAVIO FAVELLI<br />
Il bello inverso<br />
</strong></h2>
<p><strong>Dal 9 maggio al 15 settembre 2019</strong><br />
<strong>Venezia, Ca’ Rezzonico &#8211; Museo del Settecento Veneziano</strong></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-17460" src="http://mocenigo.visitmuve.it/wp-content/uploads/2017/08/divider-grigio-alternativo.png" alt="" width="912" height="9"></p>
<p><strong>Mostra a cura di Gabriella Belli</strong></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-17460" src="http://mocenigo.visitmuve.it/wp-content/uploads/2017/08/divider-grigio-alternativo.png" alt="" width="912" height="9"></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Ca’ Rezzonico segna la sua partecipazione al progetto MUVE Contemporaneo ospitando lungo il percorso delle sue grandi sale monumentali una mostra site-specific di Flavio Favelli.</strong></p>
<p>Quindici opere inedite formano l&#8217;intervento a Ca&#8217; Rezzonico di Flavio Favelli. <em>Il bello inverso</em>, &#8220;cioè a rovescio, opposto&#8221;, spiega l&#8217;artista, racconta di “una bellezza pensata che è il mio immaginario, qualcosa che non è semplice da esporre in un luogo e in una città che è l&#8217;Arte per antonomasia&#8221;.</p>
<p>&#8220;Venezia è sempre stata una tappa della mia vita; fin da bambino ci andavo perché, come diceva mia madre, &#8220;bisogna conoscere l&#8217;Italia”. E’ difficile esporre in luoghi così connotati: si cerca sempre il dialogo, si spera che l&#8217;artista di oggi, che per sua natura è considerato &#8220;leggero&#8221; rispetto all&#8217;arte del passato, renda un omaggio alla nostra Arte &amp; Storia vista come una specie di ideale a cui guardare&#8221;.</p>
<p>Le pedane di legno che per mesi sono state calpestate dai passanti che hanno attraversato il ponte dell&#8217;Accademia, rivestito per un restauro terminato alla fine dello scorso anno, con i segni dell&#8217;usura da calpestio e delle vernici del lavoro. Una stella rossa di pubblicitaria memoria, i lightbox con i loghi e nomi (Generali, Lacoste, Coca-Cola) e i marchi cancellati dalla pittura, la reinterpretazione di una vecchia etichetta del famoso aperitivo veneziano Select che si fa stendardo. Grate di ferro in forma di traliccio, motivi mimetici di navi da guerra, specchi graffiati, mobili ricomposti e vassoi silver plated. Il denominatore comune di queste opere è la sovrapposizione di immagini, trame e materiali. La forma è l&#8217;assemblaggio, la combinazione di forme e oggetti e significati, la composizione, il collage e infine la pittura. Il tema centrale è quello del segno-scritta-logo alterato e sofisticato per un&#8217;immagine differente che sposta e adultera il senso originale e porta a una nuova complessità formale e di concetto.</p>
<p>E ancora costruzioni, tralicci, mobili e tabelle di latta, insegne, statue &#8220;astratte&#8221; e lightbox. Come nota l&#8217;artista, nel Museo del Settecento Veneziano &#8220;non ci sono pareti da bucare&#8221;: l&#8217;intervento è perciò site-specific nel senso più pratico, con opere tridimensionali.</p>
<p>Flavio Favelli non guarda solo alla storia dell&#8217;arte. Nella sua opera entrano la storia del costume, degli oggetti d&#8217;uso, della comunicazione, e della pubblicità &#8220;che in Italia ha influenzato la nostra storia più di quanto pensiamo&#8221;, e c&#8217;è la stessa biografia dell&#8217;artista, anche nella sua storia personale quei materiali e quegli immaginari si sono depositati.</p>
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		<title>Mostra</title>
		<link>https://archivio-carezzonico.visitmuve.it/it/mostre/archivio-mostre/4444-acqua-e-fuoco/2018/12/18017/4444-acqua-fuoco/</link>
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		<pubDate>Fri, 21 Dec 2018 11:37:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[4444 Acqua e Fuoco]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Un progetto espositivo nato da un’idea degli scultori Toni Venzo e Marco Martalar che racconta attraverso il linguaggio dell’arte contemporanea la storia antica e attuale del legame con le proprie radici e con la terra di appartenenza. [...]</p>
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]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>4444 Acqua e Fuoco</strong></h2>
<p><strong>Dal 26 gennaio al 1 aprile 2019</strong><br />
<strong>Venezia, Ca’ Rezzonico &#8211; Museo del Settecento Veneziano</strong></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-17648" src="https://archivio-carezzonico.visitmuve.it/wp-content/uploads/2018/02/divider-grigio-alternativo.png" alt="" width="912" height="9" srcset="https://archivio-carezzonico.visitmuve.it/wp-content/uploads/2018/02/divider-grigio-alternativo.png 912w, https://archivio-carezzonico.visitmuve.it/wp-content/uploads/2018/02/divider-grigio-alternativo-300x3.png 300w, https://archivio-carezzonico.visitmuve.it/wp-content/uploads/2018/02/divider-grigio-alternativo-768x8.png 768w" sizes="auto, (max-width: 912px) 100vw, 912px" /></p>
<p>Un progetto espositivo nato da un’idea degli scultori Toni Venzo e Marco Martalar che racconta <strong>attraverso il linguaggio dell’arte contemporanea la storia antica e attuale del legame con le proprie radici e con la terra di appartenenza: l’Altopiano dei Sette Comuni e il territorio della Valle del Brenta. Due territori uniti da tempi remoti dai 4444 scalini della Calà del Sasso</strong>, la gradinata naturale più lunga d&#8217;Italia, intesa nel progetto come connessione simbolica.</p>
<p>Un progetto itinerante, perché parla di <strong>un viaggio: quello dell’albero che dalle foreste dell’Altopiano scendeva dalla Calà del Sasso, sulle antiche vie del legno, e raggiungeva la laguna e la Città di Venezia</strong> nello scorrere delle correnti del fiume Brenta. Questa mostra, nata nell’Altipiano dei Sette Comuni e passata per Bassano prima di giungere a Venezia, ci parla anche della nostra storia, di antichi mestieri, di un&#8217;identità, in omaggio alla montagna veneta, ai suoi boschi e alla sua gente. <strong>Le sculture contemporanee di Venzo e Martalar</strong>, con forme astratte e essenziali, in un gioco di volumi e di lavorazione della materia lignea, abitano spazi antichi, intrattenendosi in un dialogo fatto di storia e messaggi di un tempo passato che ha dato humus e nutrimento a uno spirito creativo anche oggi presente. La contrapposizione tra arte antica e contemporanea è stimolo di riflessione sulla naturale evoluzione della creazione artistica.</p>
<p><strong>Marco Martalar</strong>, appartenente all’antica etnia del popolo cimbro, ancora oggi presente nelle zone dell’altopiano, scolpisce con la forza, l’energia e l’atmosfera misteriosa di miti e delle leggende che appartengono ai boschi e dona al fuoco le sue opere, come se attraverso un rito pagano potessero acquistare una nuova vitalità. <strong>Toni Venzo</strong> vive dove scorre il Brenta, un fiume che attraversa una profonda valle tra cime e boschi e raggiunge poi l’apertura del mare nel litorale veneziano, lo scorrere armonioso e lento dell’acqua è presente nelle linee fluide delle sue creazioni. Nelle opere dei due artisti si evidenzia<strong> un diverso e personale modo di interpretare la materia, che viene espresso nella contrapposizione degli elementi Acqua e Fuoco</strong>.</p>
<p>La mostra nasce dalla collaborazione tra la Fondazione Musei Civici e il Consiglio Regionale del Veneto, e si sviluppa in due sezioni, nel Museo di Ca&#8217; Rezzonico e nelle sale di Palazzo Ferro Fini.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-17648" src="https://archivio-carezzonico.visitmuve.it/wp-content/uploads/2018/02/divider-grigio-alternativo.png" alt="" width="912" height="9" srcset="https://archivio-carezzonico.visitmuve.it/wp-content/uploads/2018/02/divider-grigio-alternativo.png 912w, https://archivio-carezzonico.visitmuve.it/wp-content/uploads/2018/02/divider-grigio-alternativo-300x3.png 300w, https://archivio-carezzonico.visitmuve.it/wp-content/uploads/2018/02/divider-grigio-alternativo-768x8.png 768w" sizes="auto, (max-width: 912px) 100vw, 912px" /></p>
<p><strong>4444 Acqua e Fuoco</strong></p>
<p>Dal 26 gennaio al 1 aprile 2019<br />
Venezia, Ca’ Rezzonico &#8211; Museo del Settecento Veneziano</p>
<p>Dal 22 gennaio al 1 aprile 2019<br />
Venezia, Palazzo Ferro Fini</p>
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		<title>La mostra</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Apr 2018 15:55:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giulia Lama. Pittrice e poetessa 1681-1747]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>A Venezia, nella prima metà del Settecento, oltre a Rosalba Carriera viveva un’altra pittrice di primo piano, purtroppo del tutto ignorata fuori dalla sua patria: il suo nome era Giulia Lama. [...]</p>
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]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A Venezia, nella prima metà del Settecento,&nbsp;oltre a Rosalba Carriera viveva un’altra pittrice&nbsp;di primo piano, purtroppo del tutto ignorata&nbsp;fuori dalla sua patria: il suo nome era Giulia Lama.<br />
Figlia d’arte – suo padre, Agostino, era pittore&nbsp;lui stesso oltre che mercante d’arte e perito –&nbsp;a dispetto delle sue colleghe impegnate nella&nbsp;produzione di generi “femminili” come il ritratto&nbsp;o la miniatura, Giulia si cimentò nella pittura&nbsp;di storia, con grandi composizioni affollate.<br />
La sua estetica, lontana da visioni prettamente&nbsp;decorative o intrise di calda sensualità, si qualifica&nbsp;nelle raffigurazioni dal forte risalto plastico ed&nbsp;espressivo, violente nella loro gestualità e nell’uso&nbsp;del colore, in sintonia con quanto diffuso in&nbsp;quegli anni a Venezia da Giambattista Piazzetta.<br />
Questi peraltro ci ha lasciato uno straordinario&nbsp;ritratto della pittrice, che pare essere stata non&nbsp;bella d’aspetto, ma dal temperamento forte&nbsp;seppure malinconico. Il Gabinetto dei Disegni&nbsp;e delle Stampe del Museo Correr possiede una&nbsp;splendida selezione delle sue opere grafiche,&nbsp;tutti studi di nudo tratti dal vero: una prassi non&nbsp;certo convenzionale per una donna dell’epoca,&nbsp;che tuttavia ci rivela appieno una personalità&nbsp;autonoma e anticonformista. Alcuni di questi&nbsp;fogli, restaurati per l’occasione, sono esposti&nbsp;ora per la prima volta.</p>
<hr>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>In collaborazione con</strong><br />
<strong>Associazione Culturale Eidos</strong></p>
<p><strong>A cura di</strong><br />
<strong>Alberto Craievich</strong></p>
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		<title>Mostra</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Feb 2018 13:41:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[LA VITA COME OPERA D’ARTE. Anton Maria Zanetti e le sue collezioni]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Figura centrale nella storia del collezionismo veneziano nel XVIII secolo e nell’affermazione dell’arte veneta in Europa,  Anton Maria Zanetti (1679-1767) fu forse il personaggio più influente nel panorama artistico veneziano del tempo. Scopri la mostra a lui dedicata [...]</p>
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]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Dal 29 Settembre 2018 al 7 Gennaio 2019</strong><br />
<strong>Venezia, Ca’ Rezzonico &#8211; Museo del Settecento Veneziano</strong></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-17648" src="https://archivio-carezzonico.visitmuve.it/wp-content/uploads/2018/02/divider-grigio-alternativo.png" alt="" width="912" height="9" srcset="https://archivio-carezzonico.visitmuve.it/wp-content/uploads/2018/02/divider-grigio-alternativo.png 912w, https://archivio-carezzonico.visitmuve.it/wp-content/uploads/2018/02/divider-grigio-alternativo-300x3.png 300w, https://archivio-carezzonico.visitmuve.it/wp-content/uploads/2018/02/divider-grigio-alternativo-768x8.png 768w" sizes="auto, (max-width: 912px) 100vw, 912px" /></p>
<p>Una figura centrale nella storia del collezionismo veneziano nel XVIII secolo e nell’affermazione dell’arte veneta in Europa, mecenate e influente mediatore di nobili e sovrani per gli acquisti e le commissioni d’opere dei più celebri artisti della laguna, fu Anton Maria Zanetti (1679-1767): forse il personaggio più influente nel panorama artistico veneziano del tempo.</p>
<p>Detto “il Vecchio”, o “di Girolamo”, per distinguerlo dall’omonimo e più giovane cugino che era celebre bibliotecario della Marciana, Zanetti fu un appassionato collezionista, ma anche disegnatore provetto e abile incisore.</p>
<p>Dopo la morte del padre (1711) fu costretto a provvedere al resto della famiglia in veste di “<em>assicurator</em>”, ma questo non gli impedì, seppure con fatica, di seguire le proprie inclinazioni. Amico di artisti come Canaletto, Rosalba Carriera, Sebastiano e Marco Ricci, Giambattista Tiepolo, Zanetti fu in stretto contatto con i più importanti collezionisti europei. Egli stesso riunì una straordinaria raccolta di gemme antiche, disegni e stampe, andata dispersa dopo la sua morte.</p>
<p>Promosse inoltre splendide iniziative editoriali, fra le quali spiccano i due volumi dedicati alle sculture antiche conservate nell’antisala della Biblioteca Marciana: uno dei libri illustrati più belli e lussuosi dell’intero Settecento.</p>
<p>A documentare la sua fitta trama di relazioni&nbsp;e amicizie rimane uno sterminato epistolario, oggi disperso fra biblioteche e collezionisti&nbsp;privati, che offre un raro spaccato della vita culturale del periodo.</p>
<p>Per ricordare questa&nbsp;straordinaria figura, la Fondazione Musei Civici di Venezia gli dedica una mostra che&nbsp;ne mette in luce l’attività di artista e mecenate attraverso testimonianze di vita – volumi,&nbsp;lettere, incisioni e disegni di solito non esposti per ragioni di conservazione – e opere d’arte&nbsp;della sua collezione, come Tiepolo, i Ricci, Palma il Giovane ecc., tuttora conservate nei&nbsp;musei cittadini, come le Gallerie dell’Accademia&nbsp;di Venezia, la Fondazione Giorgio Cini,&nbsp;la Biblioteca Nazionale Marciana, le sedi civiche&nbsp;veneziane e alcune collezioni private.</p>
<p><strong>A cura di Alberto Craievich</strong></p>
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		<item>
		<title>Mostra</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Mar 2017 15:57:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ritratto/Copia – Ebenbild/Abbild]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Quattro giovani artisti germanici, ospiti per tre mesi del Centro Tedesco di Studi Veneziani a Palazzo Barbarigo della Terrazza, hanno avuto l’opportunità di vivere in prima persona e analizzare il rapporto tra la città lagunare e i suoi visitatori. [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://archivio-carezzonico.visitmuve.it/it/mostre/archivio-mostre/ritratto-copia/2017/03/16862/ebenbild-abbild/">Mostra</a> sembra essere il primo su <a href="https://archivio-carezzonico.visitmuve.it">Archivio Ca&#039; Rezzonico</a>.</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>1 Luglio &#8211; 30 Ottobre 2017<br />
Ca’ Rezzonico &#8211; Museo del Settecento Veneziano, Portego Piano Terra</strong></p>
<p><strong>_</strong></p>
<p>Quattro giovani artisti tedeschi –&nbsp;<strong>Heike Gallmeier</strong>&nbsp;(Berlino),&nbsp;<strong>Inga Kerber</strong>&nbsp;(Lipsia),&nbsp;<strong>Klaus Kleine</strong>&nbsp;(Colonia) e&nbsp;<strong>Johanna von Monkiewitsch</strong>&nbsp;(Colonia) – durante un’esperienza come borsisti maturata tra il 2015 e il 2017 presso il Centro Tedesco di Studi Veneziani a Palazzo Barbarigo della Terrazza e la Fondazione Berengo, hanno avuto l’opportunità di vivere in prima persona e analizzare il rapporto tra la città lagunare e i suoi visitatori.</p>
<p>Dalle riflessioni maturate durante questo soggiorno scaturiscono le installazioni che vanno a comporre la mostra Ritratto/Copia – Ebenbild/Abbild, presentata a Ca’ Rezzonico, Museo del Settecento Veneziano dal 1 luglio al 30 ottobre 2017 nell’ambito di MUVE Contemporaneo la rassegna che da tempo la Fondazione Musei Civici di Venezia dedica, in concomitanza con l’Esposizione Internazionale d’Arte, ai linguaggi della modernità.</p>
<p>Realizzate attraverso varie tecniche, che includono la scultura, la fotografia e l’installazione site-specific, le opere – come spiega la curatrice della mostra Petra Schaefer, storica dell’arte presso il Centro Tedesco di Studi Veneziani – “si inseriscono nel suggestivo palazzo veneziano rivelando una grande affinità estetica”, interagendo con i capolavori esposti nella collezione permanente in un suggestivo ed efficace ‘dialogo’ tra antico e contemporaneo.</p>
<p><em>Il 29 giugno alle ore 18 si terrà un Artist Talk a Palazzo Barbarigo della Terrazza, sede del Centro Tedesco di Studi Veneziani. Gli artisti della mostra parleranno con la curatrice Petra Schaefer, l’ingresso è libero.</em></p>
<p><strong>Heike Gallmeier</strong>&nbsp;(*1972) presenta un’installazione concepita proprio per gli ambienti del museo, comprendente frammenti fotografici che riprendono elementi del famoso “Capriccio” di Canaletto delle Gallerie dell’Accademia, di cui al secondo piano del museo si trova una copia di Giuseppe Moretti (1730-1790). Nel suo atelier di Berlino, l’artista ha trasformato materiali reperiti in città in un’installazione scultorea, scaglionando i piani figurativi uno dietro l’altro, come in una scenografia barocca. È solo nell’occhio della macchina fotografica che l’installazione Geometria proiettiva si riunisce in una struttura spaziale complessa. Gallmeier espone inoltre l’opera Sogno prospettico del 2011 che si ispira al celebre capolavoro Il sogno di Sant’Orsola di Vittore Carpaccio sempre custodito alle Gallerie dell’Accademia.</p>
<p>La fotografa&nbsp;<strong>Inga Kerber</strong>&nbsp;(*1982) propone due lavori di grande formato tratti dalla sua serie ( Cliché of a City, Venice ), per la quale ha ritratto veneziani e visitatori della città lagunare. Kerber ha cercato di fermare l’attimo in cui il soggetto ripreso – residente o visitatore – si trasforma, come un ‘attore’ in procinto di salire sul palcoscenico. In occasione della mostra ha pubblicato il volume ( Cliché of a City, Venice ).</p>
<p>Lo scultore&nbsp;<strong>Klaus Kleine</strong>&nbsp;(*1974) è un borsista per l’anno 2017 della Fondazione Berengo. Nel mese di maggio, nella vetreria di Murano, Kleine ha realizzato insieme al maestro Silvano Signoretto una serie di sculture. Ha poi compiuto un oggetto di grande dimensioni in legno che riprende la laccatura nera della gondola esposta al piano terra di Ca’ Rezzonico, trasponendo in chiave contemporanea la forma e la bellezza di questa tipica imbarcazione.</p>
<p>L’artista&nbsp;<strong>Johanna von Monkiewitsch</strong>&nbsp;(*1979) ha infine filmato in diversi luoghi di Venezia la luce solare e le cosiddette ‘gibigiane’ (lampi di luce riflessi sull’acqua) per poi trasferirle in posti diversi e ri-proiettarle sotto forma di installazioni luminose astratte e minimali. A Ca’ Rezzonico saranno esposte per la prima volta le opere Palazzo Fortuny e Palazzo Ducale, realizzate nel 2016. Von Monkiewitsch espone inoltre una scultura in acciaio appartenente a una nuova serie che unisce la forma di un arco e la sua ombra in un unico elemento creando una simbiosi della forma con la sua copia.</p>
<p><strong>_</strong></p>
<p><strong>A cura di:</strong> Petra Schaefer</p>
<p><strong>Con il supporto di:</strong></p>
<p>Centro Tedesco di Studi Veneziani</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-17078" src="https://archivio-carezzonico.visitmuve.it/wp-content/uploads/2017/06/centrovenedig-logo-kompakt-111024.png" alt="" width="94" height="60"></p>
<p>L’Incaricata del Governo Federale della Repubblica di Germania per la Cultura e i Media</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-17077 alignleft" src="https://archivio-carezzonico.visitmuve.it/wp-content/uploads/2017/06/BKM_Office_Farbe_de.png" alt="" width="223" height="90"></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-17104" src="https://archivio-carezzonico.visitmuve.it/wp-content/uploads/2017/03/logo-altro-istituzione-ritratto-copia.png" alt="" width="261" height="60" srcset="https://archivio-carezzonico.visitmuve.it/wp-content/uploads/2017/03/logo-altro-istituzione-ritratto-copia.png 448w, https://archivio-carezzonico.visitmuve.it/wp-content/uploads/2017/03/logo-altro-istituzione-ritratto-copia-300x69.png 300w" sizes="auto, (max-width: 261px) 100vw, 261px" /></p>
<p>Dr. Christiane Hackerodt Kunst- und Kulturstiftung</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-17080 alignleft" src="https://archivio-carezzonico.visitmuve.it/wp-content/uploads/2017/06/2016-12-14hackerodt-logo.png" alt="" width="244" height="61" srcset="https://archivio-carezzonico.visitmuve.it/wp-content/uploads/2017/06/2016-12-14hackerodt-logo.png 1250w, https://archivio-carezzonico.visitmuve.it/wp-content/uploads/2017/06/2016-12-14hackerodt-logo-300x75.png 300w, https://archivio-carezzonico.visitmuve.it/wp-content/uploads/2017/06/2016-12-14hackerodt-logo-768x192.png 768w, https://archivio-carezzonico.visitmuve.it/wp-content/uploads/2017/06/2016-12-14hackerodt-logo-1024x256.png 1024w" sizes="auto, (max-width: 244px) 100vw, 244px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fondazione Berengo</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-17079" src="https://archivio-carezzonico.visitmuve.it/wp-content/uploads/2017/06/fondazione-barengo.png" alt="" width="236" height="35"></p>
<p>Trustee Programm EHF 2010 della promozione di artisti della Konrad-Adenauer-Stiftung e.V.</p>
<p>The Red House Company<br />
La Dogaressa Catering</p>
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		<title>Mostra</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Mar 2017 15:43:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[MARZIA MIGLIORA. Velme]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>L'articolato progetto di Marzia Migliora prende spunto dal patrimonio custodito a Ca'Rezzonico, facendosi attrarre della città lagunare, con la sua storia complessa oltre che con le sue più attuali contraddizioni. Scopri il progetto espositivo "Velme". [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://archivio-carezzonico.visitmuve.it/it/mostre/archivio-mostre/marzia-migliora/2017/03/16859/marzia_migliora/">Mostra</a> sembra essere il primo su <a href="https://archivio-carezzonico.visitmuve.it">Archivio Ca&#039; Rezzonico</a>.</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Marzia Migliora</strong></p>
<p><strong>Museo di Ca’ Rezzonico &#8211; Portego Primo Piano</strong><br />
<strong>13 Maggio &#8211; 26 novembre 2017</strong></p>
<p><strong>_</strong></p>
<p>Dal 13 maggio al 26 novembre presso le sale di Ca’ Rezzonico è allestista la mostra Velme, un progetto site specific di Marzia Migliora realizzato in collaborazione con la Fondazione Merz.</p>
<p>Il progetto è connotato da modalità espressive ricorrenti nella produzione dell’artista: la volontà di mostrare ciò che è nascosto e far riaffiorare ciò che è sommerso, la relazione con lo spazio e la storia dei luoghi. Marzia Migliora intende far emergere le contraddizioni e i ripetuti sfruttamenti – delle risorse naturali, di quelle umane e del lavoro, propri della storia dell’umanità – attraverso le suggestioni che giungono dalla storia della città lagunare e dalle opere custodite a Ca’ Rezzonico, mettendole in dialogo e in contrasto con quelle da lei realizzate.</p>
<p>L’artista compie questa operazione estrapolando dalla collezione alcuni elementi, vivificandoli e mettendoli sotto una luce nuova, spostando il punto di vista del visitatore e così facendo restituendoli a noi e al nostro tempo. Il titolo della mostra sintetizza molto bene le riflessioni che sono alla base del progetto. Il termine velma indica una porzione di fondale lagunare poco profondo, che emerge in occasione delle basse maree.</p>
<p>Le velme, così come l’intero ecosistema lagunare veneziano, sono fortemente a rischio a causa del degrado morfologico dell’area e dell’erosione dei fondali marini, determinati dalla scarsa consapevolezza e dalle continue violazioni perpetrate dall’uomo. La velma, “luogo” di relazione tra acqua e terra, simbolo di qualcosa di sommerso che non deve smettere di emergere, diventa quindi “un’urgenza del presente” e un ponte che ci collega con il passato.</p>
<p>La mostra &#8211; curata da Beatrice Merz &#8211; comprende 5 installazioni collocate in differenti ambienti del Palazzo e scelti accuratamente dall’artista. Nel <em>Portego de mezo</em> – luogo caratteristico dei palazzi veneziani che coniuga la porta d’acqua con quella di terra – è sita l’opera <em>La fabbrica illuminata</em>: 5 banchi da orafo, illuminati da una fila di neon e sui quali, per ciascun ripiano superiore, è posto un blocco di salgemma.</p>
<p>Completa, e ispira il titolo del lavoro, il brano <em>La fabbrica illuminata</em> composta nel 1964 da Luigi Nono e dedicata agli operai della Italsider di Genova-Cornigliano. L’installazione e gli elementi che la compongono – il sale, così fondamentale nella storia commerciale di Venezia, denominato anche “oro bianco” e i banchi da orafo – ci rimandano allo sfruttamento delle risorse naturali e della forza lavoro necessaria alla trasformazione delle stesse in merce e in guadagno.</p>
<p>Il capolavoro di Pietro Longhi <em>Il Rinoceronte</em> diventa citazione e rivelazione per l’installazione Taci, anzi parla. La dama dalla veste bianca, rappresentata sullo sfondo del dipinto del Longhi, indossa una maschera dell’epoca, a uso unicamente femminile, detta Moréta: un ovale nero con due buchi in corrispondenza degli occhi. Le donne potevano fermarla sul viso soltanto mordendo un pomolo all’altezza della bocca, rimanendo costrette, in questo modo, a tacere.</p>
<p>L’artista estrapola dal dipinto la maschera e la colloca al centro del <em>boudoir</em>, in modo che sia rivelata al pubblico e che possa essere vista in tutta la sua interezza, compreso il retro. L’installazione Quis contra nos prende avvio dallo stemma della famiglia Rezzonico, presente in diversi ambienti del palazzo e che riporta la scritta in lettere dorate <em>Si Deus pro nobis</em>.</p>
<p>Nel corso della storia queste parole sono state utilizzate in molte occasioni e strumentalizzate per giustificare atti criminali, guerre e stermini di massa da grandi dittatori e uomini di potere. La frase è tratta da San Paolo (Lettera ai Romani, 8, 31) e nella sua forma originale recita: <em>Si Deus pro nobis, quis contra nos</em>. (Se Dio è con noi, chi sarà contro di noi?). La parte omessa del motto è rivelata dall’azione di Marzia Migliora per andare a collocarsi sugli specchi della collezione del palazzo nelle sale degli Arazzi, del Trono, del Tiepolo e Lazzarini.</p>
<p>Dal <em>corpus</em> scultoreo degli <em>Etiopi</em> portavaso di Andrea Brustolon e dall’affresco di Gian Domenico Tiepolo <em>Mondo Novo</em> nasce l’omonima installazione di Marzia Migliora situata nel salone al primo piano e nella sala del Brustolon. L’artista muove le statue in avanti e li ruota di 180° rispetto all’attuale posizione nella collezione, segnando questo minimo spostamento con un’asta metrica in uso per la fotografia documentaria dei reperti archeologici.</p>
<p>Grazie a questo avanzamento gli <em>Etiopi</em> praticano metaforicamente un passo in avanti, compiendo un cambiamento in direzione del <em>Mondo novo</em>: da schiavi e oggetti incatenati a presenze umane. L’installazione collocata della Sala del Longhi dal titolo <em>Remains</em>, costituita dal rifacimento di un corno di rinoceronte, si relaziona nuovamente con l’opera del Longhi <em>Il Rinoceronte</em>.</p>
<p>La scena rappresentata nel dipinto – un animale divenuto preda inerme, una sorta di attrazione da circo, il cui corno tagliato viene esibito da un uomo come vessillo per la dama – è di estrema attualità: i rinoceronti sono sempre più minacciati dal bracconaggio e dalla caccia di frodo a causa del loro corno, valutato oggi sul mercato nero più dell’oro. In occasione della mostra sarà pubblicato un catalogo edito da Fondazione Merz, con testi di Gabriella Belli, Beatrice Merz e Alberto Salza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>_</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>In collaborazione con Fondazione Merz, Torino</strong></p>
<p><strong>Direzione scientifica:</strong> Gabriella Belli</p>
<p><strong>A cura di:</strong> Beatrice Merz</p>
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		<title>Mostra</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Feb 2016 12:11:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[GEMINIANO COZZI E LE SUE PORCELLANE]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>La mostra, in programma dal 18marzo al12 luglio 2016, rende omaggio alla straordinaria figura d'imprenditore di Geminiano Cozzi con oltre seicento pezzi provenienti da musei italiani ed esteri. Scopri di più [...]</p>
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]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>19 marzo – 12 luglio 2016</strong><br />
<strong>Venezia, Ca’ Rezzonico &#8211; Museo del Settecento Veneziano </strong></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>prorogata fino al 26 settembre 2016</strong></span></p>
<p><strong>_</strong></p>
<p>La <strong>porcellana</strong> è forse il materiale che meglio di altri incarna lo <strong>spirito e l’estetica del Settecento</strong>: lucente e leggera, si presta naturalmente alla realizzazione di oggetti dalle linee eleganti e agili.</p>
<p>Rimasta a lungo un <strong>segreto delle manifatture cinesi fu ricreata in Europa nel secondo decennio del XVIII secolo</strong>, presso la corte sassone di Augusto il Forte e da qui si diffuse gradualmente in tutto il continente, nonostante i disperati tentativi di nasconderne la formula.</p>
<p>Nel corso del Settecento la Serenissima fu l’unico stato dove sorsero ben <strong>quattro manifatture di porcellane</strong>, anche se tutte per iniziativa privata. Una di esse fu quella di <strong>Geminiano Cozzi (1728 &#8211; 1798)</strong>, nato a Modena ma veneziano d’elezione, alla cui straordinaria attività di imprenditore ante litteram la <strong>Fondazione Musei Civici di Venezia</strong> dedica ora &#8211; a 250 anni dal privilegio concessogli dalla Repubblica nel 1765 (che segna la nascita vera e propria della manifattura Cozzi) &#8211; la prima retrospettiva in assoluto.</p>
<p>E non è un caso se la mostra viene presentata nel pòrtego al primo piano di <strong>Ca’ Rezzonico, Museo del Settecento veneziano</strong>, sede che più di ogni altra, per peculiarità e storia, si presta a celebrare uno degli aspetti maggiormente affascinanti dell’arte del XVIII secolo.</p>
<p>A cura di <strong>Marcella Ansaldi</strong> e <strong>Alberto Craievich</strong>, la rassegna presenta <strong>oltre seicento pezzi provenienti da musei italiani ed esteri</strong>, tra cui i pochi esemplari sicuramente datati e i molti custoditi in collezioni private fino ad oggi di difficile accesso al pubblico e agli studiosi, circostanza quest’ultima che non ha giovato alla fortuna di Cozzi, la cui figura e produzione oggi paiono finalmente riconosciute all’interno del panorama europeo.</p>
<p>Dipanandosi attraverso uno sviluppo sia cronologico che tematico, il percorso espositivo illustra l’evoluzione della manifattura Cozzi e le tipologie dei decori e dei vari oggetti, evidenziando da un lato <strong>una delle vicende storico-artistiche più affascinanti del Settecento</strong> e presentando, dall’altro, <strong>uno spaccato dell’attività manifatturiera</strong> dello stesso periodo che racchiude episodi di sorprendente modernità.</p>
<p>Lo sviluppo dell’arte della porcellana nel Settecento nella Repubblica di Venezia si deve a personalità controverse, caparbie ed affascinanti. È il caso di <strong>Giovanni Vezzi</strong>, orefice e mercante, che nel 1720 inizia la propria produzione in Laguna; o di <strong>Nathaniel Friederich Hewelcke</strong>, mercante sassone emigrato nel 1757 da Meissen a causa della chiusura della manifattura durante la Guerra dei Sette Anni, che chiese ed ottenne un privilegio ventennale per la fabbricazione di &#8220;porcellane di Sassonia d&#8217;ogni e qualunque specie&#8221; a Venezia; o ancora, oltre al già citato <strong>Geminiano Cozzi</strong>, di <strong>Giovanni Battista Antonibon</strong>, che nel 1762 avvia a Nove (VI) la produzione della porcellana trent’anni dopo aver ottenuto dal consiglio dei “Savi della Mercanzia” della Serenissima il privilegio di produrre maiolica di qualità per vent’anni senza doverne pagare le tasse (1732).</p>
<p>I risultati, benché qualitativamente straordinari, non furono però altrettanto fortunati: Vezzi ed Hewelcke dopo pochi anni furono costretti ad abbandonare le loro imprese a causa dei debiti, solo Antonibon a Nove e Cozzi a Venezia riuscirono a dar vita, pur nelle difficoltà, a imprese durature.</p>
<p><strong>La mostra è accompagnata da un catalogo illustrato (Antiga Edizioni, Crocetta del Montello – Treviso, 2016) che si giova di un comitato scientifico internazionale e della collaborazione dei maggiori esperti in materia.</strong></p>
<p>_</p>
<p><strong>A cura di</strong> Marcella Ansaldi e Alberto Craievich</p>
<p>Con il contributo di:</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-16478 size-full" src="https://archivio-carezzonico.visitmuve.it/wp-content/uploads/2016/02/loghi-sponsor-mostra-cozzi.png" alt="loghi sponsor mostra cozzi" width="533" height="113" srcset="https://archivio-carezzonico.visitmuve.it/wp-content/uploads/2016/02/loghi-sponsor-mostra-cozzi.png 533w, https://archivio-carezzonico.visitmuve.it/wp-content/uploads/2016/02/loghi-sponsor-mostra-cozzi-300x64.png 300w" sizes="auto, (max-width: 533px) 100vw, 533px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Si ringrazia: Consorzio Tutela Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore</p>
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		<title>Mostra</title>
		<link>https://archivio-carezzonico.visitmuve.it/it/mostre/archivio-mostre/mostra-pisani-moretta/2015/03/7589/pisani-moretta-storia-e-collezionismo/</link>
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		<pubDate>Tue, 17 Mar 2015 15:11:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[I PISANI MORETTA. Storia e collezionismo]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>A partire dal celebre "Dedalo e Icaro" di Canova fino all’archivio di famiglia, i Pisani e i successivi eredi nel corso del tempo hanno voluto legare alla città di Venezia alcune straordinarie opere della collezione. L'esposizione a Ca' Rezzonico, grazie al generoso aiuto degli eredi, riunisce un nucleo dipinti e oggetti preziosi appartenenti al celebre casato per documentare fasto e gusto dei grandi protagonisti della Venezia settecentesca. La mostra è prorogata fino all' 11 gennaio 2016. [...]</p>
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]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>I PISANI MORETTA</strong><br />
<em><strong> Storia e collezionismo</strong></em></p>
<p><strong>dal 4 luglio al 19 ottobre 2015</strong><br />
<em><strong>Venezia, Ca’ Rezzonico &#8211; Museo del Settecento Veneziano</strong></em></p>
<p>_</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">Prorogata all&#8217; 11 gennaio 2016</span></strong></p>
<p>_</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Non è data di frequente la possibilità di ripercorrere nel dettaglio la storia di una famiglia del patriziato veneziano. Un’eccezione è senz’altro rappresentata dai<strong> Pisani di San Polo</strong>, meglio nota con l’epiteto di <strong>Moretta</strong>.</p>
<p>Il nome della casa Pisani, una delle più prestigiose di Venezia, evoca immediatamente sfarzo e ricchezza. Suddivisa in molti rami, i più noti furono quello di <strong>Santo Stefano</strong>, cui si deve la realizzazione della grandiosa <strong>villa di Stra</strong> (nell’entroterra veneziano), e quello di <strong>San Polo</strong>, dalle solide ricchezze patrimoniali, che possedeva lo splendido palazzo gotico sul Canal Grande, decorato, verso il 1745, dai più grandi artisti attivi a Venezia.</p>
<p>A quest’ultima famiglia è legata anche l’omonima causa legale, forse il più famoso processo che si svolse a Venezia nel Settecento, che ben esemplifica le dinamiche sociali e le contraddizioni della nobiltà veneziana prima della caduta della Serenissima. Ci illumina sulle vicende dei Pisani Moretta parte dell’<strong>archivio familiare</strong>, donato alla biblioteca del Museo Correr dal conte<strong> Leonardo de Lazara Pisani-Zusto</strong> nel 1975.</p>
<p>Non si tratta però dell’unico legame fra i Moretta e la Fondazione Musei Civici di Venezia. A partire da alcune celebri opere di Canova, come il <em>Dedalo e Icaro</em> e il gesso dell’<em>Amorino alato</em>, fino all’archivio di famiglia, i Pisani &#8211; e i loro eredi &#8211; nel corso di oltre un secolo hanno voluto vincolare alla città di Venezia alcune straordinarie opere d’arte della loro collezione.</p>
<p>Molte di esse sono oggi a Ca’ Rezzonico: dalla <em>Morte di Dario</em> di <strong>Giambattista Piazzetta</strong> ai superbi piani per consoles di <strong>Benedetto Corbarelli</strong>, fino al servizio da viaggio in onice e argento realizzato ad Augsburg per il matrimonio fra Pietro Vettor Pisani e Caterina Grimani.</p>
<p>A documentare <strong>una delle più importanti esperienze collezionistiche in ambito veneziano</strong> sarà un’esposizione che partendo proprio da questo nucleo di capolavori, accosta un centinaio di opere già appartenenti ai Pisani Moretta, provenienti da numerose collezioni private. <strong>Oltre ai dipinti e alle sculture, particolare risalto viene dedicato alle arti decorative, come i servizi in vetro di Murano, le argenterie, i piatti in maiolica e porcellana, i merletti</strong>.</p>
<p>Saranno esposti anche oggetti d’uso comune e alcune curiosità che documentano non solo il gusto ma anche l’<strong>intima vita quotidiana</strong> di una delle famiglie più in vista della Venezia settecentesca.</p>
<p>Alla mostra, a cura di Alberto Craievich, è abbinato un catalogo edito da Antiga Edizioni con interventi di Marcella Ansaldi, Letizia Caselli, Ileana Chiappini, Rossella Granziero, Giuseppe Gullino, Giuseppe Pavanello, Jan Rössler, Francesca Stopper, Giovanni C. F. Villa.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="https://archivio-carezzonico.visitmuve.it/wp-content/uploads/2015/06/Pisani-Moretta_Storia-e-Collezionismo_Venezia_Ca_Rezzonic_Museo-del-Settecento-Veneziano_4-luglio-19-ottobre-2015_Selezione-opere-esposte.pdf" target="_blank">VISUALIZZA LA SELEZIONE DELLE OPERE IN CORSO &gt;&gt;</a></span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="https://archivio-carezzonico.visitmuve.it/it/pianifica-la-tua-visita/biglietti/">L’ingresso alla mostra è consentito con l’orario e il biglietto del museo &gt;&gt;&gt;</a></span></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Mostra</title>
		<link>https://archivio-carezzonico.visitmuve.it/it/mostre/archivio-mostre/porcellane-nani-mocenigo/2014/02/7148/mostra-porcellane/</link>
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		<pubDate>Thu, 27 Feb 2014 09:09:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[LE PORCELLANE di Marino Nani Mocenigo]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Il collezionista e conte Marino Nani Mocenigo aveva dedicato la propria esistenza a riunire oggetti in porcellana. Oggi 338 pezzi, riferibili alle più importanti manifatture europee, saranno esposti per volontà della famiglia, nelle sale del Museo di Ca’ Rezzonico [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://archivio-carezzonico.visitmuve.it/it/mostre/archivio-mostre/porcellane-nani-mocenigo/2014/02/7148/mostra-porcellane/">Mostra</a> sembra essere il primo su <a href="https://archivio-carezzonico.visitmuve.it">Archivio Ca&#039; Rezzonico</a>.</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>LE PORCELLANE</strong><br /><em><strong>di Marino Nani Mocenigo</strong></em></p>
<p><strong>Dal 14 giugno 2014 al 4 maggio 2015</strong><br /><em><strong>Ca&#8217; Rezzonico, Venezia</strong></em></p>
<p>Nel 1936 Nino Barbantini presentò a Ca’ Rezzonico una mostra dedicata alle porcellane di Venezia e Nove a documentare un aspetto fino ad allora poco noto della grande stagione del Settecento veneziano. Le opere provenivano dalle raccolte civiche di Venezia oltre che da musei e privati di tutta Italia.</p>
<p>Il prestatore più generoso fu tuttavia un veneziano, il conte Marino Nani Mocenigo, una figura emblematica di collezionista che aveva dedicato la propria esistenza a riunire oggetti in porcellana; un’ossessione che gli avrebbe valso presso i concittadini l’affettuoso epiteto di “<em>conte cicara”</em>.</p>
<p>Alla sua scomparsa la moglie decise di ricordarne la memoria rendendo accessibile quella collezione messa insieme con tanta passione. Le porcellane furono così esposte a <em>Ca’ del Duca</em> dove prese forma un minuscolo ma raffinatissimo museo che purtroppo per necessità contingenti non è più visitabile da lungo tempo.</p>
<p>In quest’occasione, per desiderio della famiglia,<strong> le porcellane di Marino Nani Mocenigo saranno esposte nelle sale di Ca’ Rezzonico</strong>. Si tratta di trecentotrentotto pezzi riferibili alle più importanti manifatture europee.</p>
<p>Sono un centinaio di pezzi, fra i quali alcuni splendidi esemplari di Vezzi, due rare caffettiere di Hewelcke, molti dei gruppi figurati realizzati dalla manifattura di Pasquale Antonibon a Nove e da quella Geminiano Cozzi a Venezia. A quest’ultima appartiene anche il delizioso <em>Geografo, </em>forse il pezzo più noto della collezione.</p>
<p>Accanto a questi si potranno ammirare alcuni degli esemplari più celebri usciti dalla manifattura di Meissen, modellati da Johann Joachim Kändler e da Peter Reinicke, come <em>Il Baciamano Polacco</em>, <em>La Cinesina</em>, il <em>Cacciatore</em>, oltre ad alcuni sfolgoranti esemplari di servizi da tavola prodotti dalla manifattura sassone nella prima metà del Settecento: il servizio a decori d’oro oppure quello in pasta bianca con nature morte di frutta.</p>
<p>Assieme a Meissen troviamo alcune testimonianze di pregio della produzione di porcellana in area germanica: una rarissima parte di servizio a cineserie compiuta a Vienna da Claudius Innocentius Du Paquier, oltre ad esempi di Ludwigsburg, Frankenthal, Höchst, Berlino.</p>
<p>Chiude la selezione un nutrito gruppo di tazze e piattini della manifattura imperiale di Vienna del periodo Sorgenthal, tutte caratterizzate da una sfolgorante cromia e da un’audace scelta di motivi ornamentali.</p>
<p><em>Alla mostra è abbinato un catalogo edito da Scripta Editore – Verona, realizzato grazie al contributo di Venice International Foundation.</em></p>
<p><strong>A cura di</strong> Marcella Ansaldi e Alberto Craievich</p>
<p>_</p>
<p><a href="https://archivio-carezzonico.visitmuve.it/it/pianifica-la-tua-visita/biglietti/" target="_blank"></a><span style="text-decoration: underline;"><em><strong><a href="https://archivio-carezzonico.visitmuve.it/it/pianifica-la-tua-visita/biglietti/" target="_blank">L&#8217;ingresso alla mostra è consentito con l&#8217;orario e il biglietto del museo &gt;&gt;&gt;</a></strong></em></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://archivio-carezzonico.visitmuve.it/it/mostre/archivio-mostre/porcellane-nani-mocenigo/2014/02/7148/mostra-porcellane/">Mostra</a> sembra essere il primo su <a href="https://archivio-carezzonico.visitmuve.it">Archivio Ca&#039; Rezzonico</a>.</p>
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		<item>
		<title>La mostra</title>
		<link>https://archivio-carezzonico.visitmuve.it/it/mostre/archivio-mostre/vedova-plurimo/2013/05/6552/la-mostra-10/</link>
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		<pubDate>Fri, 03 May 2013 07:29:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[VEDOVA PLURIMO]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>L’iniziativa riscopre e allo stesso tempo sottolinea il lavoro di Emilio Vedova e con alcune magistrali opere si confronta con la gloriosa storia artistica di Venezia, all’interno di due luoghi culto della museografia lagunare [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://archivio-carezzonico.visitmuve.it/it/mostre/archivio-mostre/vedova-plurimo/2013/05/6552/la-mostra-10/">La mostra</a> sembra essere il primo su <a href="https://archivio-carezzonico.visitmuve.it">Archivio Ca&#039; Rezzonico</a>.</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>VEDOVA PLURIMO<br /></strong></p>
<p><strong>Dal 18 maggio al 13 ottobre 2013</strong><br /><em><strong>Museo Correr e Ca’ Rezzonico, Venezia</strong></em></p>
<p><em><strong><strong>Dal 18 maggio al 13 ottobre 2013 / PROROGATA AL 31 DICEMBRE 2013</strong><br /><em><strong>Museo Correr, Venezia</strong></em><br /></strong></em></p>
<p><strong>Dal 31 maggio al 13 ottobre 2013 <em><strong><strong>/ PROROGATA AL 31 DICEMBRE 2013</strong></strong></em></strong><em><strong><br />Ca&#8217; Pesaro, Venezia<br /></strong></em></p>
<p>Quest’anno Emilio Vedova parla a tutta la città di Venezia, le sue opere “abitano” alcuni tra i più prestigiosi spazi culturali cittadini.</p>
<p>Tra questi non potevano mancare tre luoghi di “culto” della museografia lagunare come il <strong>Museo Correr, Ca’ Rezzonico – Museo del Settecento veneziano e Ca’ Pesaro, Galleria Internazionale d’Arte Moderna</strong>, che, con le loro collezioni permanenti, si “aprono” a uno straordinario “confronto-incontro” con l’opera del grande maestro veneziano, attraverso un filo conduttore comune denominato “Vedova Plurimo”.</p>
<p>È con questo titolo che prende vita il progetto promosso con la collaborazione della Fondazione Emilio e Annabianca Vedova e curato da Germano Celant, e con il progetto espositivo di Daniela Ferretti, che sollecita a rileggere alcune magistrali opere del grande artista alla luce della storia artistica della città lagunare che, inevitabilmente, ha permeato anche la sua straordinaria personalità.</p>
<p>Al secondo piano di <strong>Ca’ Rezzonico</strong> – Museo del Settecento veneziano, di fronte agli straordinari affreschi staccati della Villa di Zianigo di Giandomenico Tiepolo saranno invece esposti due <strong><em>Frammenti </em></strong>(uno dei quali dedicato proprio a Giandomenico) e un<strong><em> Frammento/Scheggia</em></strong>,<em> </em>in un intenso “dialogo” con il grande artista settecentesco autore del “Mondo Novo”.</p>
<p><a href="http://correr.visitmuve.it/it/mostre/mostre-in-corso/vedova-plurimo/2013/02/9175/la-mostra-2/" target="_blank"><strong>Scopri di più su “Vedova Plurimo” al Museo Correr &gt;&gt;&gt;</strong></a></p>
<p><a href="http://capesaro.visitmuve.it/it/mostre/mostre-in-corso/vedova-plurimo/2013/05/4560/progetto-67/" target="_blank"><strong>Scopri di più su “Vedova Plurimo” a Ca’ Pesaro &gt;&gt;&gt;</strong></a></p>
<p>&#8211;</p>
<p><strong>In collaborazione con </strong>Fondazione Emilio e Annabianca Vedova <br /><strong>A cura di </strong>Germano Celant</p>
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		<title>La mostra</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Feb 2013 08:56:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[IMBARCAZIONI DA REGATA]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>I più importanti artisti del Settecento prestarono la loro opera per realizzare le stravaganti imbarcazioni da Regata. Una delle collezioni più importanti d’incisioni e disegni dedicati a questo aspetto specificatamente veneziano dell’effimero barocco è conservata presso il Gabinetto dei disegni e delle stampe del Museo Correr e viene ora esposta, dopo lungo tempo, a Ca’ Rezzonico.  [...]</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>IMBARCAZIONI DA REGATA<br /></strong></p>
<p><strong>Dal 31 maggio al 10 settembre 2013 / MOSTRA PROROGATA AL 24 NOVEMBRE 2013</strong><br /><em><strong>Ca’ Rezzonico, Museo del Settecento veneziano </strong></em></p>
<p>Fra le cerimonie più spettacolari di Venezia vi sono di certo le <strong>regate organizzate dalla Serenissima</strong> in onore di principi e regnati in visita alla città. I più importanti artisti del Settecento prestarono la loro opera per realizzare le stravaganti imbarcazioni dai nomi esotici di bissone, malgarote, peote. Specialisti nel campo furono <strong>Andrea Urbani</strong> o la <strong>famiglia Mauro</strong>, ma anche grandi maestri come <strong>Giambattista Tiepolo</strong>, <strong>Francesco Guardi</strong>, <strong>Giambattista Piranesi </strong>e i meno noti <strong>Gaspare Diziani </strong>e <strong>Francesco Zugno</strong>.</p>
<p>In tali opere, libere da vincoli funzionali, la fantasia degli artisti si sprigionava in <strong>capricciose invenzioni con motivi ornamentali</strong>, scene mitologiche e figure allegoriche. Erano imbarcazioni destinate a durare lo spazio di una cerimonia, documentate oggi solamente da disegni preparatori oppure da stampe che ne tramandano il <strong>fastoso apparato decorativo</strong>. <strong></strong></p>
<p><strong>Una delle collezioni più importanti d’incisioni e disegni </strong>dedicati a questo aspetto specificatamente veneziano dell’effimero barocco è conservata presso il <strong>Gabinetto dei disegni e delle stampe del Museo Correr</strong> e viene ora esposta, dopo lungo tempo, a Ca’ Rezzonico.</p>
<p>&#8211;</p>
<p><strong>A cura di </strong>Alberto Craievich</p>
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		<title>La mostra</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Feb 2013 16:11:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[A VERY LIGHT ART. Airò / Arienti / Evans / Favelli / Ontani / Orozco / Zobernig]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Ambientata nello storico palazzo di Ca’ Rezzonico, la mostra espone il lavoro di sette artisti che padroneggiano lo spazio e i materiali in relazione al luogo. La mostra non intende esaurirsi all’interno del palazzo: continuerà in tutta Venezia grazie a una guida, realizzata per l’occasione, con un itinerario per ammirare incredibili chandeliers veneziani, testimoni della tradizione muranese.  [...]</p>
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]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>A VERY LIGHT ART</strong><br /><em><strong> Mario Airò / Stefano Arienti / Cerith Wyn Evans / Flavio Favelli / Luigi Ontani / Gabriel Orozco / Heimo Zobernig </strong></em></p>
<p><strong>Dal 31 maggio al 24 novembre 2013</strong><br /><em><strong>Ca’ Rezzonico, Museo del Settecento veneziano </strong></em></p>
<p><em>A Very Light Art</em><em> </em>è una mostra che si propone come interfaccia tra opera d’arte e oggetto d’uso comune. E’ una riflessione sul design e uno studio sul ruolo dell’artista nella storia in relazione all’ambiente architettonico. Una riflessione che trae spunto e stimolo dagli ambienti superlativi di Ca&#8217; Rezzonico, Museo del Settecento Veneziano, scelto come luogo della contaminazione e del confronto.</p>
<p><strong>Sette gli artisti di fama internazionale selezionati</strong> dalla curatrice della mostra Cornelia Lauf, con la direzione scientifica di Gabriella Belli, chiamati per la loro straordinaria <strong>sensibilità verso i materiali dell’alto artigianato italiano </strong>e il contesto storico del palazzo: Mario Airò, Stefano Arienti, Flavio Favelli, Luigi Ontani, Gabriel Orozco, Cerith Wyn Evans e Heimo Zobernig.</p>
<p><strong>Mario Airò</strong> presenta una scultura luminosa sospesa all’interno di una piccola cappella, insieme a uno scrittoio progettato per Adele-C e un vaso da fiori appoggiato a terra prodotto da Luigi Barato, grande maestro nella lavorazione degli smalti su rame. Ognuno di questi oggetti non cela la propria funzione e, al contempo, si presenta come scultura. Una superlativa maestria artigianale è sempre alla base di questi manufatti.</p>
<p><strong>Stefano Arienti</strong> ci propone una piccola foresta di rami di platano, da cui pendono delle candele votive o dei fiori in cartacrespa. Le opere sono appese alle pareti della sala del Tiepolo alla stregua delle antiche <em>appliques</em>. Questi elementi naturali, spruzzati di vernice oro e arricchiti da semplici ninnoli, si pongono volontariamente in contrasto con lo sfarzo del palazzo.</p>
<p><strong>Flavio Favelli</strong> si riconosce per le sue magiche trasformazioni di comuni oggetti di arredo (legati alla memoria della sua infanzia) in sculture di insospettata poesia. Così, cornici dorate, tendaggi di velluto, specchi regali con superfici opache o lampadari da rigattiere di gusto <em>kitsch </em>vengono ricomposti in oggetti di rara bellezza. L’artista ha realizzato <em>Violet Murano:</em> una grande lanterna per la porta d’acqua del palazzo sul Canal Grande.</p>
<p><strong>Luigi Ontani</strong>, grande maestro della scena italiana, ripropone la sua classica incursione nel mondo della mitologia giocando ad invertirne i nomi e i personaggi. L’opera principale è il lampadario <em>Mayadusa</em>, realizzato nel 1988 a Murano con il maestro Silvano Signorotto. Nella stessa sala, <em>Nel Regno del Ragno Eggoista:</em> grande specchio con elaborata cornice raffigurante un ragno che tesse la sua tela ed il vaso <em>Vanitaso</em>, entrambi accompagnati dagli acquerelli preparatori.</p>
<p><strong>Gabriel Orozco</strong> prende parte con due meravigliosi <em>mobiles</em>: enormi e ultra-leggeri congegni di bambù e piume. Uno dei lavori è composto di sole piume bianche, l’altro è come una nuvola di colore marrone chiaro. Questi lavori conferiscono un accento di leggerezza e giocosità alla cupa eleganza della sala Lazzarini.</p>
<p><strong>Cerith Wyn Evans</strong> ha scelto d’intervenire sull&#8217;impianto di illuminazione della celebre “Ciocca”, meravigliosa opera dell’arte vetraria muranese del sec. XVIII, ideata e prodotta da Giuseppe Briati. Cerith Wyn Evans torna ad usare un dispositivo d’illuminazione <em>readymade</em>, che si accende ad intermittenza seguendo gli impulsi trasmessi dal brano musicale di Ravel,<em> Le Gaspard de la Nuit</em>. Un sottile e poetico &#8220;<em>détournement</em>&#8221; della storia, capace di catturare la speciale malinconia che caratterizza Venezia. Sotto il lampadario, un crisantemo in vetro, soffiato dal maestro Gianni Seguso, conclude il lavoro di Wyn Evans.</p>
<p><strong>Heimo Zobernig</strong> realizza una serie di sfere rosso rubino del diametro massimo consentito dalle bocche dei forni muranesi. Sospese tutte insieme nel Portego del piano di palazzo, invadono lo spazio e creano un effetto luminoso che assorbe ogni elemento architettonico e d’arredo.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p>&#8211;</p>
<p><strong>In collaborazione con </strong>Università IUAV di Venezia <br /><strong>Direzione Scientifica </strong>Gabriella Belli<br /><strong>A cura di</strong> Cornelia Lauf <br /><strong>Ideazione e organizzazione</strong> Caterina Tognon</p>
<p>L'articolo <a href="https://archivio-carezzonico.visitmuve.it/it/mostre/archivio-mostre/a-very-light-art-airo-arienti-evans-favelli-ontani-orozco-zobernig/2013/02/6413/la-mostra-8/">La mostra</a> sembra essere il primo su <a href="https://archivio-carezzonico.visitmuve.it">Archivio Ca&#039; Rezzonico</a>.</p>
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